Pachino non vuol dire solo «pomodoro ciliegino»

Inverdurata a pachino ernesto montaltoEsistono città o paesi che sono rinomati e ricordati solo per una particolarità, che può essere culinaria, o architettonica, o altro, ma alle loro spalle hanno anche una storia, fatta di vissuto e tradizioni.

La Sicilia ovviamente non è da meno. Iniziamo questo tour interessante facendo tappa a Pachino. Lo sappiamo, caro lettore, che il tuo primo pensiero è stato: “Ah sì, la città del pomodoro ciliegino“. Risposta esatta, ma come accennavamo sopra esiste anche altro che questo comune. Scopriamolo insieme.

Pachino si trova in provincia di Siracusa; l’origine del suo nome ha un mistero tutt’oggi senza certezza. Le teorie si sprecano: per alcuni deriverebbe dal fenicio pachum, che significa “guardia“. Secondo Tommaso Fazello, frate domenicano del ‘500, l’origine deriverebbe invece dal greco antico pachys, che significa “abbondante“; oppure ancora altre lo fanno risalire a Pachys Oinos, che significa “terra abbondante di vino“. Ultima, ma non ultima, teoria invece fa riferimento all’isola di Capo Passero e quindi a Pacheia Nesosossia “isola dalla larga circonferenza“. 

La formazione del suo promontorio risale a più di 70 milioni di anni fa, quindi al periodo cosiddetto Cretaceo. Le prime presenze abitative sarebbero comparse già durante il periodo preistorico in particolare nella grotta Corruggi, dove recentemente vennero ritrovati vari reperti archeologici, tra cui lance, coltelli, punteruoli e molti altri oggetti di uso quotidiano, conservati oggi presso il Museo Archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa.

In seguito altre grotte vennero popolate, tra cui quella di Calafarina, una delle più rinomate della zona, che è situata tra la frazione di Marzamemi e il paese di Portopalo di Capo Passero. Poi trascorsero i secoli e i millenni, e di conseguenza le varie età (del ferro, del rame e del bronzo), e le abitazioni rupestri si trasferirono in una zona non lontana chiamata “Cugni di Calafarina“. Lì sorsero villaggi, necropoli e un dolmen per i defunti.

Come praticamente tutta la Sicilia, Pachino subì l’arrivo dei popoli Bizantini, Arabi e Normanni (solo per citarne alcuni) e nel corso del tempo si arricchì di opere architettoniche dal fascino indiscutibile. Qualche esempio? Ok:

  • la Chiesa Madre SS. Crocifisso, che fu costruita a fine ‘700 dal marchese Vincenzo Starrabba per la comunità cristiana e comprende una sola navata e una sola cappella a destra dell’abside
  • la Tonnara di Marzamemi, risalente al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia; venne successivamente venduta dal proprietario al Principe di Villadorata;
  • Palazzo Tasca, costruzione del periodo ottocentesco, che si presenta con un suggestivo cortile (in architettura è lo spazio scoperto di un edificio) pavimentato con lastre di pietra calcarea dette basole.

La bellezza di questo comune non si è sottratta neanche agli occhi di diversi registi che, per i loro film, lo hanno scelto come location. I fratelli Taviani con “Kaos” nel 1984, Giuseppe Tornatore con “L’uomo delle stelle” nel 1995 e “Il commissario Montalbano” in diversi episodi sono delle testimonianze molto forti di ciò che rappresenta Pachino.

Ora possiamo tornare a dirlo: Pachino è anche la città della coltivazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) del pomodoro ciliegino, a cui è dedicata una sagra che si svolge ogni anno il 5 e il 6 agosto in piazza Vittorio Emanuele in cui si possono degustare ricette tipiche della zona. Sempre a proposito di discorsi alimentari, altra tradizione locale è l’Inverdurata (che quest’anno si è tenuta nel mese di  marzo), che consiste in un concorso di mosaici vegetali creati dai vari Chef dell’Istituto Alberghiero del paese, che si estendono sulla centrale via Roma e che sono “contornati” solitamente da esibizioni di artisti di strada e tornei sportivi.

Per info: Comune di Pachino

 


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2 Comments

  • lisa , 20 Maggio 2013

    grazie mi avete salvato per un interrogazione =D

    • Tradizioni Sicilia , 24 Maggio 2013

      Ciao Lisa. Grazie. Ci fa piacere che il pezzo ti sia servito in quest’ambito. Ti va di raccontarci in che modo ti abbiamo salvato? 😀
      Proponi medaglia al valore siciliano allora eheh

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